Il database raccoglie informazioni bibliografiche su libri - manoscritti e a stampa, antichi e moderni - e su stampe che contengono dispositivi cartacei interattivi.
Con "libri mobili o interattivi" si intendono opere create per scopi molto diversi tra loro, come l'insegnamento, la memorizzazione, il gioco o la divinazione, che includono elementi meccanici o paratestuali pensati per richiedere e stimolare l'interazione del lettore.
Non si tratta di un semplice catalogo: il database è concepito come un punto di raccolta di dati provenienti da diverse fonti internazionali, sia primarie che secondarie - cataloghi di biblioteche, collezioni private, vendite, case editrici, aste, e così via.
Tra i dispositivi più diffusi nei libri scientifici tra XVI e XVII secolo troviamo le volvelle e le flap (alette mobili). Le prime testimonianze significative risalgono però al XIII secolo, nelle opere del monaco benedettino inglese Matthew Paris e del filosofo maiorchino Ramon Lull. La volvelle è costituita da dischi rotanti, in pergamena o carta, sagomati e sovrapposti, fissati alla pagina con uno o più perni: ogni disco può ruotare liberamente e indipendentemente attorno al proprio asse. Le flap, invece, sono alette di carta progettate per coprire e poi rivelare una o più immagini sottostanti, molto utilizzate soprattutto nei volumi di anatomia.